“Ti accorgi quando ti innamori frà, è come ammalarsi”

(via matteo-pd)

Mi stai sul cazzo perché bella così come lo ero a fianco a te non lo sarò mai più con nessuno.

Eri più bella quando stavi con me, una modella che posava per me, com’eri piccola!

Ma sono diverso, sono sporco avevo torto marcio, tu…piangevi! 

Vorrei scriverti addosso che siamo l’errore più giusto che potessimo fare.

And I never thought this life was possible 
You’re the yellow bird that I’ve been waiting for 


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(via xtangerinex)

Adesso se fossimo in un telefilm ti dicevo che ti amavo. Così, coniugando anche male i verbi. E noi siamo meglio. di un telefilm. E infatti non ci diciamo niente. poi guardavo attraverso i tuoi occhi che sono praticamente trasparenti. Come i tuoi polsi. poi non ho il preservativo e tu sei molto fiscale. e mi viene da ridere. mentre dente in sottofondo canta delle cose allegre e lacrimogene. prima di dormire siamo talmente fatti che non riusciamo a parlare, solo guardarti mentre mi scardini con tutti gli oggetti contundenti che trovi la gabbia toracica. Poi chissà che lavoro faremo. e vorrei traslocare. cazzo mille euro al mese sarebbe lusso sfrenato. cazzo con mille euro al mese ti porterei a mangiare fuori ogni sera. a mangiare anche dei fiori. e sarei sempre sugli eurostar a sfogliare riviste costose per venirti incontro. E Pol qui è un casino anzi un casinò. le eclissi immense per cancellare le facce e gli arcobaleni domestici. e i cani che si sdraiano a pancia in su. E non riesco a stare dietro ai cd da spedire. Fammi leggere quello che hai scritto, di sfregature e di mezzi pubblici. fammi fare colazione con la tua bocca viola. il modo con cui pronunci alcune parole, che sembri una straniera trapiantata. E abbasso le saracinesche dei negozi sui miei occhi e mi nascondo e mi asciugo tra i tuoi capelli biondi per piangere di nascosto. Ma tanto te ne accorgi e mi dici di No. e ci siamo sdraiati vicini con i cuori arresi. con i capelli appiccicati alla fronte. Le occhiaia ti donano moltissimo. poi mi chiedi Vuoi scopare? e sai che è una domanda retorica. poi i lavavetri per i miei occhi. E i piccioni che mi si appoggiano sulle spalle e mi accompagnano in stazione. E mi ritorni in mente. Bella come sei.

Vasco Brondi.


Vorrei aggiungere miliardi di cose ma lascio che parli da sè.

Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me, cercherai qualcosa che mi appartiene.

Neruda

(via fragole)